sabato 8 dicembre 2012

Diario di Pechino - sesta puntata


15 luglio 2011

Ho preparato lo zaino, bello grosso, tutto pronto per la partenza. Prima si va a scuola, anzì, prima suona la sveglia di nuovo alle sei e mezzo perché anche oggi ho tralasciato di studiare un pezzo.

Non ce l'avevo fatta più. Dopo quasi tre ore e mezzo ero arrivata al limite. Dovevo uscire per forza.
Fuori il caldo era opprimente. Sul laghetto dondolavano gentili i fiori di loto. Non soffiava nemmeno un leggero alito di vento.  La traduzione che stavo facendo era semplice ma pur conoscendo gran parte delle parole mi costringevo a fare delle verifiche meticolose. Decisamente non era giornata. M'aveva persino assalita l'idea di bigiare l'ultimo giorno di scuola e di non presentarmi alle verifiche di fine corso. Che figura magra! Mi sono vista denigrata e resa ridicola dal coro insegnanti. No, decisamente non potevo arrivare a tanto.

Per fortuna era arrivata la compagna italiana per fare due chiacchiere. Mi era parso di essere stata di buona compagnia a mia volta e desideravo esserlo davvero. Avevo bisogno di sentirmi accettata, ad onta dell'enorme differenza di età e in quell'occasione mi era sembrato di esserlo. L'indomani si partiva in pullman, anche lei veniva e io speravo di poter condividere la camera con lei durante il viaggio. Certo non l'avrei potuta biasimare se avesse preferito la compagnia di qualche amica coetanea. “Verrà come verrà” avevo pensato.

Intanto ho preparato la macchina fotografica nuova, ho caricato la batteria ben-bene e ho messo via il libretto di istruzioni da leggere durante il viaggio. Avrei voluto portare anche il libro che sto leggendo: Tokyo blues di Murakami. Alla fine ho optato per il libro di traduzioni - in questo campo sono particolarmente malmessa – così non c'era più posto per il libro giapponese.