sabato 16 marzo 2013

Diciasettesima puntata - Diario di Pechino


25 luglio 2013 - Pechino


L'ho fatta grossa. Stavolta ho sbagliato e in più non c'è modo di tornare indietro.

Avevo fatto una sfilza di errori: avevo pagato con la carte di credito perchè ero bagnata e non volevo fare la fila in banca. Ero bagnata perchè avevo capito male dove dovevo andare così ero dovuta ritornare indietro. Avevo pagato con la carta e quando l'impiegata mi aveva mostrato l'importo non ci avevo fatto caso che al posto di 3.500 yuan stavo per pagare 5.300 yuan. Ero stanca, bagnata e avevo fretta di finirla.

La cifra poi risultò essere corretta perchè mi ero iscritta a un corso intensivo con cinquanta percento di lezioni in più. Mi ero iscritta al corso intensivo perchè al momento di compilare il modulo avevo fretta ed era la terza volta che mi chiedevano qualche nuovo documento da esibire. Avevo fretta perchè avevo paura che mi potessero rifiutare per qualche motivo. Così avevo sbarrato la casella delle quattro settimane, sapevo che c'era anche un corso di cinque settimane – da evitare, e non mi ero curata di verificare altro.


Così eccomi qua con la prospettiva di immergermi nello studio senza possibilità di scampo. In fondo sono qui per questo, non è vero?!

C'è stata una pioggia fortissima stamattina. Gli ombrelli non sevivano più di tanto. Le scarpe calpestavano litri d'acqua prima di toccare terreno e il vento infilava i raggi di pioggia ben sotto gli ombrelli. Più tardi il sole ha fatto capilino per un attimo per poi minacciare di nuovo pioggia, alternandosi così per un bel po'. Infine, verso il tramonto, abbiamo potuto respirare: c'era sole e aria fresca, un gioiello insperato.

I balconi dei dormitori si sono subito riempiti di panni stesi ad asciugare. Il mondo intero ha riaperto i polmoni per respirare l'aria pura.