domenica 10 marzo 2013

Sedicesima puntata - Diario di Pechino















24 luglio 2013 - Pechino


Anche oggi ho preso un impegno in città: sono andata a visitare un vecchio hutong. Me ne ha parlato tempo fa una signora e stranamente mi era rimasto impresso nella memoria il nome della fermata. Di metrò ce ne sono tante ma fermata con quel nome fortunatamente ce n'era una sola.

La nebbia era viscida e mobile, forse ancor più di ieri, tempo ideale per gironzolare nei hutong – pensavo.

Nove anni fa ne avevo visitata una che era in condizioni assai più spregevoli. Ricordo i carrettini e i bambini che correvano su e giù. Adesso invece c'erano delle toilette ad ogni entrata e le vie erano sgombre e pulite. Non così gli alloggi: bastava entrare in uno dei cortili che ne inglobavano alcune che l'ordine della strada fosse subito un lontano ricordo. Le entrate delle singole abitazioni, i gradini, le porte erano in un disordine inimmaginabile, per non parlare della sporcizia, dei panni stesi, della robivecchia. Cerchioni di biciclette, poi le biciclette stesse buttate lì in un androne dal disegno raffinato e da un intonaco putrefatto.

Ve n'erano pure delle eccezioni: con sforzo disumano si conservava dell'antico e si dava la cura necessaria ad alcune piante, quasi a contrastare la massiccia presenza del caos.

Perdersi in un hutong è facilissimo. Ho represso in più occasioni la solita voglia di percorrere qualche scorciatoia, preferendo la riluttante ovvietà dello percorrere le stesse strade a ritroso. Come premio non solo non mi sono persa ma ho fatto in tempo a raggiungere le amiche per il pranzo.